PEI: cos'è il Piano Educativo Individualizzato e come si scrive

Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, è il documento con cui la scuola progetta il percorso di un alunno con disabilità certificata. Sapere cos'è il PEI e come si scrive aiuta docenti e genitori a usarlo come strumento di lavoro. Non è un modulo da compilare una volta all'anno, ma un progetto che si osserva, si verifica e si corregge.

PEI: cos'è e quali norme lo regolano

Il PEI riguarda gli alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992. Le regole principali sono nel Decreto legislativo 66/2017, modificato dal Decreto legislativo 96/2019, che lo collega alla prospettiva bio-psico-sociale dell'ICF.

Il modello nazionale di PEI, uguale per tutte le scuole, è stato adottato con il Decreto interministeriale 182/2020, insieme alle Linee guida. Il Decreto interministeriale 153/2023 ha poi modificato i modelli e le Linee guida. Il PEI si redige a partire dalla scuola dell'infanzia.

Il PEI non va confuso con il PDP, che riguarda gli alunni con DSA e gli altri BES senza certificazione di disabilità. Trovi la differenza spiegata nella guida al PDP e cosa può chiedere la famiglia e nell'articolo su DSA e BES.

Chi scrive il PEI: il GLO

Il PEI è elaborato e approvato dal GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione. Ogni alunno con disabilità ha il suo GLO, che lavora a livello di classe.

  • Il dirigente scolastico o un suo delegato, che presiede il gruppo.
  • Il team dei docenti o il consiglio di classe, compreso l'insegnante di sostegno.
  • I genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale.
  • Lo studente, alla secondaria di secondo grado.
  • Figure professionali interne ed esterne che seguono l'alunno, come terapisti o assistenti all'autonomia e alla comunicazione.

Il PEI viene firmato da tutti i componenti del GLO. Ogni incontro va verbalizzato.

Quando si scrive il PEI: le scadenze

Il PEI segue l'anno scolastico, con alcuni momenti fissi. La tabella riassume i passaggi principali.

MomentoCosa succede
Entro ottobreIl GLO approva il PEI definitivo per l'anno in corso
Durante l'annoAlmeno una verifica intermedia, con eventuali modifiche
Entro giugnoVerifica finale e proposta delle risorse per l'anno successivo
Entro giugno, nuovi casiPEI provvisorio per alunni di nuova iscrizione o con nuova certificazione

Il PEI va aggiornato anche quando cambiano le condizioni di funzionamento dell'alunno. Nel passaggio di grado, i docenti della scuola di provenienza e di quella di destinazione si confrontano.

Come si scrive il PEI: le 12 sezioni del modello

Il modello nazionale è diviso in 12 sezioni. Conoscerle aiuta a capire dove va ogni informazione.

  1. Quadro informativo: lo compila la famiglia, descrivendo l'alunno e la situazione familiare.
  2. Elementi generali dal Profilo di Funzionamento: una sintesi dei documenti sanitari.
  3. Raccordo con il Progetto Individuale, se è stato redatto o richiesto.
  4. Osservazioni sull'alunno, in quattro dimensioni.
  5. Interventi sull'alunno: obiettivi, strumenti, strategie e modalità.
  6. Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatori.
  7. Interventi sul contesto per un ambiente di apprendimento inclusivo.
  8. Interventi sul percorso curricolare, materia per materia.
  9. Organizzazione generale del progetto di inclusione e uso delle risorse.
  10. Certificazione delle competenze, con eventuali note.
  11. Verifica finale e proposte di risorse per l'anno successivo.
  12. PEI provvisorio per l'anno scolastico successivo.

Le quattro dimensioni di osservazione nel PEI

Il cuore del PEI è l'osservazione. Il modello chiede di guardare l'alunno in quattro dimensioni:

  • relazione, interazione e socializzazione;
  • comunicazione e linguaggio;
  • autonomia e orientamento;
  • dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento.

Per ogni dimensione si descrivono i punti di forza, poi gli obiettivi e gli interventi. Gli obiettivi funzionano meglio se sono osservabili e verificabili.

Prima: «Migliorare la comunicazione.»
Dopo: «Entro febbraio, chiedere aiuto al compagno di banco o al docente usando una frase o un'immagine, in almeno tre momenti della giornata.»

Lo stesso vale per il contesto. Una barriera può essere una consegna solo orale; un facilitatore può essere un testo semplificato con immagini. Le regole per prepararlo sono nella guida su come semplificare un testo.

Come prepararsi all'incontro del GLO

Docenti e famiglie arrivano al GLO con informazioni diverse. Metterle insieme rende il PEI più concreto.

  1. Per la famiglia: prepara la sezione 1 con calma. Scrivi cosa piace a tuo figlio, cosa lo tranquillizza, cosa sa fare da solo.
  2. Porta esempi reali. Una attività riuscita e una difficile, a scuola o a casa.
  3. Per i docenti: annota osservazioni datate nelle prime settimane, divise per dimensione.
  4. Elenca strumenti e materiali che già funzionano: mappe, immagini, audio. Alcune idee sono nella guida agli strumenti compensativi.
  5. Concordate una data per la verifica intermedia prima di chiudere l'incontro.

Dal PEI ai materiali di ogni giorno

Il PEI indica obiettivi e strategie, ma poi servono materiali adatti, lezione dopo lezione. Con Adatta docenti e genitori trasformano una pagina del libro in testo facilitato, mappa e audio, partendo dagli obiettivi del piano. Nel Kit Inclusione gratuito trovi materiali pronti per iniziare.

Questo articolo ha scopo informativo. Per casi specifici fai riferimento alla scuola, al GLO e agli specialisti che seguono l'alunno.