Home / Articoli / Normativa

DSA e BES: qual è la differenza e cosa cambia a scuola

La differenza tra DSA e BES è soprattutto una questione di insieme e sottoinsieme. BES, Bisogni Educativi Speciali, è una categoria ampia che comprende molte situazioni diverse. I DSA, Disturbi Specifici di Apprendimento, sono una di queste situazioni, con una legge tutta loro e diritti precisi.

Capire questa distinzione aiuta docenti e famiglie a sapere quali documenti servono, chi decide e quali tutele sono garantite.

Cosa sono i DSA

I DSA sono riconosciuti dalla Legge 170 dell'8 ottobre 2010. La legge ne individua quattro: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Possono presentarsi da soli o insieme.

  • Dislessia: difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella correttezza e nella rapidità della lettura.
  • Disgrafia: difficoltà nella realizzazione grafica della scrittura.
  • Disortografia: difficoltà nei processi linguistici della scrittura, cioè nel trasformare i suoni in lettere corrette.
  • Discalculia: difficoltà negli automatismi del calcolo e nell'elaborazione dei numeri.

Un punto chiave: secondo la legge, questi disturbi si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate. Non dipendono da patologie neurologiche o da deficit sensoriali. Un alunno con DSA è quindi un alunno intelligente che fatica in un'abilità specifica.

Cosa sono i BES

Il termine BES è stato introdotto dalla Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012, seguita dalla Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013. La direttiva divide i Bisogni Educativi Speciali in tre grandi aree:

  1. Disabilità, certificata ai sensi della Legge 104/1992.
  2. Disturbi evolutivi specifici: oltre ai DSA, comprendono i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali e della coordinazione motoria, e i disturbi dell'attenzione e dell'iperattività (ADHD). Il funzionamento intellettivo limite è considerato un caso di confine.
  3. Svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale: per esempio un alunno arrivato da poco in Italia che non conosce ancora la lingua.

Ogni alunno con DSA è quindi anche un alunno con BES. Non vale il contrario: molti alunni con BES non hanno un DSA.

Differenza tra DSA e BES: diagnosi e documenti

La differenza più concreta riguarda chi riconosce il bisogno e quanto è vincolante il percorso personalizzato. La tabella riassume i casi principali.

DisabilitàDSAAltri BES
Norma di riferimentoLegge 104/1992Legge 170/2010Direttiva 27/12/2012 e CM 8/2013
Come si riconosceCertificazione di disabilitàDiagnosi clinica di DSADiagnosi clinica oppure valutazione del consiglio di classe
DocumentoPEIPDPPDP, se il consiglio di classe lo ritiene utile
Docente di sostegnoSìNoDi norma no

Per un alunno con diagnosi di DSA consegnata a scuola, il PDP è un diritto. Per gli altri BES senza certificazione, la decisione spetta al consiglio di classe (alla primaria, al team docenti). Il consiglio deve motivare la scelta con considerazioni pedagogiche e didattiche e metterla a verbale. Abbiamo spiegato contenuti e tempi nella guida su cos'è il PDP e cosa può chiedere la famiglia.

Strumenti compensativi e misure dispensative per DSA e BES

La Legge 170/2010 prevede strumenti compensativi e misure dispensative per gli alunni con DSA. La Direttiva del 2012 stabilisce che le scuole possono usare queste stesse misure per tutti gli alunni con BES. Anche qui decide il consiglio di classe.

Ci sono però due differenze importanti indicate dalla direttiva:

  • Per gli alunni con svantaggio linguistico o culturale, le misure dispensative hanno carattere transitorio. Servono finché la difficoltà non è superata.
  • La dispensa dalle prove scritte di lingua straniera è possibile solo in presenza di un disturbo clinicamente diagnosticato.

Se vuoi approfondire quali strumenti esistono e come sceglierli, leggi la guida su strumenti compensativi e misure dispensative.

Il sostegno: chi ne ha diritto

Un dubbio frequente dei genitori è se un figlio con DSA abbia diritto all'insegnante di sostegno. La risposta è no: il sostegno è legato alla certificazione di disabilità secondo la Legge 104/1992.

La direttiva lo dice chiaramente: la presa in carico degli alunni con BES spetta a tutti i docenti curricolari e al team, non solo all'insegnante di sostegno. Solo in alcuni casi di ADHD particolarmente gravi, con certificazione ai sensi della Legge 104/1992, può essere assegnato il sostegno.

Un esempio pratico: due alunni, due percorsi

Alunno A, terza media, ha una diagnosi di dislessia consegnata a scuola. Il consiglio di classe deve predisporre il PDP, che indica per esempio sintesi vocale, mappe e tempi più lunghi nelle verifiche.

Alunno B, stessa classe, è arrivato in Italia da sei mesi e non ha una diagnosi. Il consiglio di classe valuta la situazione e può decidere di attivare un PDP temporaneo, con testi semplificati e glossari, da rivedere man mano che migliora l'italiano.

In entrambi i casi il materiale facilitato è utile. Cambiano la base normativa, la durata delle misure e il grado di obbligo per la scuola.

Dalla normativa ai materiali di ogni giorno

DSA o altri BES, in classe il bisogno è spesso lo stesso: testi più chiari, mappe e la possibilità di ascoltare. Adatta trasforma la pagina del libro in testo facilitato, mappa e audio in pochi passaggi. Per iniziare puoi scaricare il Kit Inclusione gratuito, con materiali pronti da usare con tutta la classe.

Questo articolo ha scopo informativo. Per casi specifici fai riferimento alla scuola e allo specialista che segue l'alunno.